La Calabria diventa la prima regione italiana, e una delle poche in Europa, a introdurre in modo strutturale la figura dello psicologo scolastico.
Il progetto “Discutiamone insieme – Lo psicologo a scuola”, finanziato con circa nove milioni di euro, prevede l’inserimento di 43 professionisti che opereranno in 285 istituti di ogni ordine e grado, per un totale di quasi tremila classi coinvolte.
L’obiettivo è quello di rendere la scuola non solo luogo di apprendimento, ma anche spazio di ascolto, prevenzione e benessere. Dopo anni di sperimentazioni temporanee e sportelli a chiamata, la Calabria sceglie di rendere permanente un presidio psicologico all’interno delle comunità scolastiche.
Un modello che guarda oltre l’emergenza
La novità non è soltanto quantitativa. Per la prima volta un’amministrazione regionale riconosce il supporto psicologico come parte integrante della vita scolastica, non come risposta episodica alle crisi.
La figura dello psicologo diventa punto di riferimento stabile per studenti, famiglie e docenti, con un ruolo che spazia dall’intervento individuale alla promozione del benessere collettivo.
“È un investimento sulla qualità della crescita dei nostri ragazzi e sulla capacità della scuola di essere comunità”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione Giusi Princi, che ha definito il progetto «un passo avanti per la Calabria e un esempio per l’Italia».
Il segnale di Valditara: la scuola come comunità educativa
Anche a livello nazionale il tema è entrato nell’agenda del Ministero dell’Istruzione. Il ministro Giuseppe Valditara ha confermato che, dal prossimo anno scolastico, partirà una sperimentazione per istituire presidi territoriali di psicologia scolastica in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
Un’iniziativa che si muove nella stessa direzione del modello calabrese: portare stabilità dove finora c’era precarietà, e riconoscere il valore dell’educazione emotiva come parte essenziale della formazione.
Scuola tra innovazione e benessere
Mentre il dibattito pubblico si concentra sulle sfide digitali e sull’impatto delle nuove tecnologie in classe, la Calabria sceglie di partire dall’aspetto umano.
L’attenzione alla dimensione psicologica diventa così il contraltare indispensabile delle trasformazioni tecnologiche: una scuola capace di educare all’innovazione, ma anche di prendersi cura delle persone che la abitano.
Un laboratorio per l’Italia
Il progetto calabrese si candida a diventare un modello di riferimento nazionale. Non solo perché affronta il disagio giovanile con strumenti concreti, ma perché restituisce centralità alla scuola come comunità educativa completa, dove apprendimento, relazione e benessere camminano insieme.
E proprio mentre si consolida questa rete di ascolto e prevenzione, la Calabria è anche tra le prime regioni ad avviare la sperimentazione sull’intelligenza artificiale nelle scuole. Un preciso segnale per dimostrare che il rinnovamento educativo, per funzionare davvero, deve tenere insieme l’innovazione tecnologica e la cura delle persone.




