L’Italia si prepara a riscrivere la propria Strategia nazionale sull’intelligenza artificiale. Con un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato infatti istituito il Comitato di coordinamento che supporterà il Governo nell’aggiornamento della Strategia AI 2026-2028, il documento destinato a definire le priorità del Paese in uno dei settori più importanti della trasformazione digitale.
La novità non riguarda soltanto l’avvio dei lavori. A guidare il Comitato sarà infatti Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria e tra i più autorevoli studiosi italiani nel campo dell’intelligenza artificiale. Professore ordinario di Informatica, nato a Cosenza nel 1977, Greco è considerato uno dei maggiori esperti europei di sistemi intelligenti ed è stato insignito di alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali nel settore dell’AI.
Per la Calabria si tratta di un riconoscimento significativo. Non è frequente che una figura espressione del Mezzogiorno e dell’Università della Calabria venga chiamata a coordinare un organismo nazionale destinato a orientare le politiche pubbliche su una tecnologia che sta ridefinendo economia, lavoro, ricerca e sicurezza.
Chi sono i componenti del Comitato
Accanto a Gianluigi Greco siedono rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della ricerca.
Fanno parte del Comitato Rosita D’Angiolella per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giorgio Maria Tosi Beleffi per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Valentina Cardinale per il Ministero dell’Università e della Ricerca e Barbara Caputo per il Ministero della Difesa.
Completano il gruppo Paolo Benanti dell’Università Gregoriana, noto per il suo lavoro sui temi etici dell’intelligenza artificiale, Marco Camisani Calzolari, Giuliano Noci del Politecnico di Milano, i giuristi Edoardo Carlo Raffiotta ed Emilio Tosi dell’Università di Milano-Bicocca, Andrea Orlandini, Andrea Lenzi e Rebecca Montanari dell’Università di Bologna.
La composizione del Comitato racconta già molto delle sfide che attendono il Paese. Non ci sono soltanto informatici e ricercatori, ma anche esperti di diritto, etica, innovazione industriale e sicurezza.
L’intelligenza artificiale entra nella stanza dei bottoni
Osservando la struttura del nuovo organismo emerge un elemento particolarmente interessante.
Se la precedente Strategia nazionale era stata elaborata soprattutto con l’obiettivo di favorire innovazione e competitività, oggi l’intelligenza artificiale viene sempre più considerata una questione strategica.
La presenza del Ministero della Difesa nel Comitato rappresenta un segnale evidente di questo cambiamento. L’AI non viene più vista soltanto come uno strumento per migliorare produttività e servizi, ma anche come una tecnologia con possibili applicazioni dual use, cioè utilizzabili sia in ambito civile sia in ambito militare.
È una trasformazione che riguarda l’intero scenario internazionale. Stati Uniti, Cina ed Europa stanno investendo miliardi di euro nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, considerata ormai una leva fondamentale per la competitività economica, la sicurezza e la sovranità tecnologica.
Lavori riservati e consultazioni con imprese e università
Il decreto prevede inoltre che il Comitato possa ascoltare imprese, università, centri di ricerca, associazioni di categoria e parti sociali per raccogliere contributi e approfondimenti.
Allo stesso tempo, le attività saranno caratterizzate da un elevato livello di riservatezza. I componenti saranno infatti tenuti al segreto d’ufficio e non potranno divulgare contenuti, documenti o informazioni relativi ai lavori del Comitato.
Una scelta che evidenzia la crescente sensibilità delle questioni affrontate e che conferma come l’intelligenza artificiale sia ormai considerata un tema centrale per le politiche industriali e strategiche del Paese.
La sfida della Strategia 2026-2028
Il Comitato resterà operativo fino al 31 gennaio 2027 e avrà il compito di aggiornare la visione italiana sull’intelligenza artificiale in una fase decisiva.
L’entrata in vigore dell’AI Act europeo, la competizione globale tra Stati Uniti e Cina, il tema della sovranità digitale e la corsa alle infrastrutture tecnologiche impongono infatti nuove scelte.
Per questo motivo la nomina di Gianluigi Greco assume un valore che va oltre il prestigio personale. Affidare il coordinamento a uno dei maggiori esperti italiani di AI significa riconoscere il ruolo che ricerca e università possono avere nella costruzione del futuro digitale del Paese. Un segnale importante anche per la Calabria, che attraverso l’Università della Calabria si ritrova oggi al centro di una delle partite più strategiche per il futuro dell’Italia.




