Musk: “L’Ue dovrebbe essere abolita”. Dopo l’attacco al DSA arriva la replica di Kallas: “Le critiche sulla libertà? Vadano in Russia”

Prima lo strappo di Musk: “Abolite l’Unione europea”

La frase è arrivata come un’esplosione nel dibattito già acceso sul potere regolatorio europeo. Dopo la multa da 120 milioni inflitta dalla Commissione a X per violazione degli obblighi di trasparenza previsti dal Digital Services Act, Elon Musk ha pubblicato un post destinato a diventare virale:

“L’Ue dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli Stati”.

Non un commento tecnico, ma un attacco diretto all’idea stessa di Unione europea, presentata come un ostacolo alla libertà e alla rappresentanza democratica.
La reazione del magnate arriva in un momento in cui l’Europa è già finita sotto pressione per la nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, firmata da Donald Trump, che accusa Bruxelles e diversi Paesi UE di limitare la libertà di parola e i diritti democratici.

Nel giro di 48 ore, politica USA e big tech hanno quindi prodotto una narrazione unitaria:
l’Europa sarebbe un potere regolatorio eccessivo, ostile alla libertà e bisognoso di “correzione”.

Poi la risposta di Kallas: “Le critiche sulla libertà? Non riguardano l’Europa”

Stavolta però da Bruxelles arriva una replica più netta. Nel suo intervento davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, l’Alta rappresentante Kaja Kallas ribalta completamente la prospettiva americana:

“Qualsiasi critica sulla libertà di parola dovrebbe essere diretta altrove. Magari in Russia, dove il dissenso è vietato, dove i media liberi sono vietati, dove l’opposizione politica è vietata. E infatti anche X è vietato”.

Un riferimento diretto all’ecosistema repressivo di Mosca, che smentisce in modo frontale l’idea che l’UE sia il luogo in cui i diritti vengono compressi.
E un messaggio implicito a Trump e a Musk: attaccare l’Europa sulle libertà civili non è solo scorretto, ma distorsivo.

“L’Ue è l’essenza stessa della libertà”: il contrattacco politico

Kallas non si limita a difendere Bruxelles, ma va oltre:

“Come cittadina che ha vissuto sotto un regime autocratico, posso dire che l’Ue è l’essenza stessa della libertà”.

Ricorda che ventisette Stati hanno scelto volontariamente di unirsi, e che molti altri aspirano a farlo: un fatto che smentisce la narrazione di un’Europa imposta dall’alto o repressiva.
Le sue parole segnano un cambio di passo rispetto ai giorni precedenti, quando la risposta alle accuse americane e al post di Musk era stata affidata solo a un portavoce della Commissione.

Per Trump e per una parte del mondo tech americano, questa centralità europea è diventata un problema geopolitico.
Per l’Europa, invece, è la sua principale arma.

Kallas lo dice chiaramente: l’UE dispone di una leva economica e normativa enorme, ma deve saperla usare “in modo più strategico”, aumentando risorse e fiducia in sé stessa.