Stop alle recensioni false su alberghi e ristoranti. Ecco cosa cambia con la nuova legge sulle PMI

Le recensioni online sono diventate una delle infrastrutture invisibili dell’economia digitale. Un commento pubblicato su una piattaforma può influenzare la reputazione di un ristorante, determinare il successo di una struttura turistica o orientare le decisioni di acquisto di migliaia di consumatori. Proprio per questo il Parlamento italiano ha deciso di intervenire con una disciplina specifica contro le recensioni false.

Il 4 marzo 2026 il Senato ha approvato definitivamente la legge annuale sulle piccole e medie imprese, un provvedimento molto ampio che contiene misure per il credito, il ricambio generazionale e il sostegno alle filiere produttive. All’interno della riforma trova spazio anche una novità importante per l’economia digitale: una regolazione delle recensioni online nei settori del turismo e della ristorazione.

L’obiettivo della norma è chiaro. Garantire che i giudizi pubblicati su internet siano autentici, verificabili e riconducibili a persone che abbiano effettivamente utilizzato un servizio o acquistato un prodotto. Il legislatore prova così a contrastare uno dei fenomeni più controversi del web commerciale: il mercato delle recensioni manipolate.

Recensioni solo entro 30 giorni dall’esperienza

Una delle novità più rilevanti riguarda il tempo entro cui è possibile pubblicare una recensione. La legge stabilisce che il commento debba essere rilasciato entro trenta giorni dall’utilizzo del servizio o dall’acquisto del prodotto.

La scelta non è casuale. L’obiettivo è evitare recensioni scritte molto tempo dopo l’esperienza reale oppure giudizi costruiti artificialmente per favorire o danneggiare un’impresa.

La norma introduce quindi un collegamento diretto tra l’esperienza di consumo e il giudizio pubblicato online, cercando di rendere le valutazioni più affidabili per gli utenti.

Devono provenire da chi ha davvero utilizzato il servizio

Il secondo principio riguarda l’identità dell’autore della recensione. I commenti devono provenire da una persona fisica che abbia effettivamente e personalmente usufruito del servizio.

Diventa quindi illecito qualificare una recensione come “verificata” se non è riconducibile a un utente reale. Il provvedimento introduce anche una presunzione di autenticità quando il commento è accompagnato da una prova dell’acquisto o dell’esperienza, come ad esempio una ricevuta fiscale.

In questo modo il legislatore tenta di costruire un sistema in cui le piattaforme possano distinguere più facilmente tra recensioni genuine e contenuti manipolati.

Stop alla compravendita di recensioni

Uno dei passaggi più significativi della nuova disciplina riguarda il divieto esplicito di comprare o vendere recensioni online.

La legge vieta qualsiasi forma di acquisto o cessione di recensioni, apprezzamenti o interazioni digitali, anche quando avviene tramite intermediari o agenzie specializzate. Il fenomeno è diventato negli anni un vero mercato parallelo, con servizi che offrono pacchetti di recensioni positive o negative per influenzare la reputazione di imprese e concorrenti.

La violazione di questo divieto sarà trattata come una pratica commerciale scorretta.

Le recensioni “scadono” dopo due anni

Tra le novità più originali introdotte dalla legge c’è anche il principio di attualità della recensione. Trascorsi due anni dalla pubblicazione il giudizio perde il requisito di liceità perché considerato non più attuale.

Il legislatore parte dall’idea che un servizio possa cambiare nel tempo e che una valutazione molto vecchia non rappresenti più in modo affidabile la qualità attuale dell’offerta.

Questo principio potrebbe avere effetti importanti sulla gestione delle piattaforme di recensioni, che dovranno tenere conto della scadenza temporale dei contenuti pubblicati.

Il ruolo dell’Antitrust

Il controllo sull’applicazione della normativa sarà affidato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’Antitrust potrà intervenire quando viene violato il divieto di comprare o vendere recensioni e potrà applicare i poteri investigativi e sanzionatori previsti dal Codice del Consumo.

Oltre all’attività di vigilanza l’Autorità dovrà anche elaborare linee guida per aiutare imprese e piattaforme digitali ad applicare correttamente le nuove regole. Le indicazioni saranno elaborate dopo il confronto con il Garante Privacy, l’Autorità per le comunicazioni e i ministeri competenti.

All’Antitrust spetterà inoltre il compito di monitorare ogni anno il fenomeno delle recensioni false e di riferire al Parlamento sull’evoluzione del mercato.

Perché la legge arriva proprio adesso

La decisione di intervenire nasce anche dai dati sull’impatto economico delle recensioni online.

Secondo un’indagine condotta da Altroconsumo il 65 per cento degli italiani consulta le recensioni prima di acquistare un prodotto o prenotare un servizio online. Ancora più significativo è il fatto che quasi l’80 per cento degli utenti considera questi giudizi determinanti per la scelta finale.

Allo stesso tempo cresce la consapevolezza che il sistema delle recensioni possa essere manipolato. Una larga maggioranza dei consumatori ritiene infatti che le recensioni false compromettano la fiducia complessiva nelle piattaforme digitali.

Per le imprese del turismo e della ristorazione la reputazione online è diventata un asset economico cruciale. Una singola valutazione negativa può influenzare le prenotazioni e il fatturato, mentre una campagna di recensioni artificiali può alterare la concorrenza tra operatori.

Le reazioni del settore turistico

Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente l’introduzione della nuova disciplina.

La Federazione italiana pubblici esercizi ha parlato di un primo passo importante per difendere la reputazione digitale delle imprese della ristorazione e rafforzare la fiducia tra operatori e consumatori. Anche Assoturismo Confesercenti ha sottolineato come negli ultimi anni molte strutture turistiche abbiano dovuto confrontarsi con recensioni manipolate o non autentiche, difficili da contestare e spesso dannose per l’immagine delle imprese.

Secondo le associazioni del settore il nuovo quadro normativo potrà contribuire a rendere più trasparente il mercato delle valutazioni online, anche se molto dipenderà dalla concreta applicazione delle regole e dal rapporto con le grandi piattaforme internazionali che ospitano la maggior parte delle recensioni.

Cosa succede adesso

La legge prevede infine una clausola transitoria: le nuove regole non si applicheranno alle recensioni già pubblicate prima dell’entrata in vigore della normativa.

Il provvedimento entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel punto imprese, piattaforme digitali e autorità di controllo dovranno iniziare ad adattarsi al nuovo sistema di regole che punta a rendere più affidabile uno degli strumenti più influenti dell’economia digitale.