Abbiamo chiesto a un sistema di intelligenza artificiale, ChatGPT, di immaginare l’esito delle elezioni comunali di Venezia, concentrandosi in particolare sui candidati a sindaco. Il risultato è un’analisi basata su dati, dinamiche storiche e segnali recenti, che offre uno sguardo diverso dai tradizionali sondaggi: ecco cosa ci ha risposto.
Indice
- Perché l’intelligenza artificiale vede Martella avanti
- Il nodo Venturini: continuità o nuova fase?
- Gli outsider possono diventare decisivi
- Mestre sarà il vero campo di battaglia
- Il fattore che può cambiare tutto
- Il pronostico finale dell’intelligenza artificiale
In precedenza abbiamo pubblicato diversi approfondimenti politici realizzati con il supporto dell’intelligenza artificiale. E il sistema in maniera precisa ha individuato in anticipo il probabile vincitore delle diverse sfide, mostrando una capacità sorprendente nel leggere il clima elettorale, i movimenti dell’opinione pubblica e le dinamiche territoriali. Per questo abbiamo deciso di mettere nuovamente alla prova l’AI, questa volta su una delle sfide amministrative più delicate e simboliche del 2026: Venezia.
E la risposta è stata chiara.
Secondo l’analisi elaborata dall’intelligenza artificiale, oggi il candidato più vicino alla vittoria è Andrea Martella. Ma attenzione: la partita è tutt’altro che chiusa. Venezia si prepara a vivere una campagna elettorale durissima, nervosa, combattuta voto su voto, dove anche gli outsider potrebbero incidere sugli equilibri finali.
L’AI immagina uno scenario molto preciso: Martella avanti al primo turno con una forbice tra il 48% e il 51%, mentre Simone Venturini si muoverebbe tra il 39% e il 42%. Gli altri candidati sindaco, considerati outsider ma potenzialmente decisivi nella dispersione del consenso, raccoglierebbero complessivamente tra il 7% e il 10%.
Tradotto: il centrosinistra oggi appare leggermente favorito, ma Venezia resta una città politicamente imprevedibile, dove pochi punti possono cambiare completamente il risultato finale. E se nessun candidato dovesse superare il 50% al primo turno, i due più votati andrebbero automaticamente al ballottaggio quindici giorni dopo.
Perché l’intelligenza artificiale vede Martella avanti
L’elemento che pesa più di tutti è il clima che si respira in città. L’AI ha analizzato discussioni pubbliche, temi dominanti nel dibattito veneziano, dinamiche territoriali e segnali emersi negli ultimi mesi tra centro storico, Mestre e terraferma.
Il risultato è netto: una parte consistente dell’elettorato sembra desiderare un cambio di fase.
Negli ultimi anni Venezia è stata capace di attirare investimenti, turismo e attenzione internazionale, ma allo stesso tempo è cresciuta una sensazione di difficoltà quotidiana tra residenti e famiglie. Il costo della vita, il tema casa, la pressione turistica, la sicurezza, la sanità e il rapporto sempre più delicato tra cittadini e città reale stanno diventando centrali nella scelta elettorale.
Secondo il modello elaborato dall’intelligenza artificiale, Andrea Martella oggi intercetta meglio questa richiesta di cambiamento.
La sua figura viene percepita come più istituzionale, rassicurante e alternativa rispetto all’ultimo ciclo amministrativo veneziano. Non significa entusiasmo travolgente, ma significa che una parte dell’elettorato sembra oggi più incline ad affidarsi a una proposta percepita come discontinua rispetto agli ultimi anni.
Il nodo Venturini: continuità o nuova fase?
Simone Venturini parte comunque da basi solide. Venezia e il Veneto restano territori dove il centrodestra conserva un radicamento forte e competitivo. Nessuno, nell’analisi dell’AI, considera Venturini fuori dalla corsa.
Anzi.
Il vero tema riguarda il modo in cui verrà percepita la sua candidatura.
Venturini dovrà convincere gli elettori di essere contemporaneamente garante di stabilità amministrativa e volto di una nuova fase politica. Ed è proprio qui che si gioca gran parte della partita.
Perché molti veneziani sembrano oggi divisi tra due sentimenti opposti: da una parte il desiderio di continuità amministrativa, dall’altra la voglia di vedere cambiare alcune priorità della città.
Secondo l’intelligenza artificiale, il rischio per il centrodestra è che il voto finisca per trasformarsi in una valutazione complessiva dell’ultimo ciclo politico veneziano.
Se questo accadesse, Martella potrebbe consolidare il proprio vantaggio.
Se invece Venturini riuscisse a smarcarsi dall’idea di semplice continuità e a costruire un profilo più autonomo, concreto e vicino ai problemi quotidiani, allora il distacco potrebbe ridursi rapidamente negli ultimi giorni di campagna.
Gli outsider possono diventare decisivi
Uno degli elementi più interessanti emersi dall’analisi riguarda proprio il peso dei candidati outsider.
Difficilmente potranno competere realmente con i due principali contendenti, ma potrebbero incidere sul risultato finale sottraendo consenso prezioso sia al centrodestra sia al centrosinistra.
Secondo il modello AI, tutti gli outsider insieme potrebbero raccogliere tra il 7% e il 10% dei voti.
Una quota tutt’altro che irrilevante.
Perché in una sfida che si gioca su pochi punti, anche una dispersione limitata del voto può impedire a uno dei candidati principali di superare la soglia decisiva del 50%.
Storicamente Venezia ha sempre mostrato attenzione verso candidature civiche, alternative o di rottura, soprattutto nei momenti di maggiore tensione politica e sociale. Ed è per questo che gli outsider potrebbero diventare uno dei fattori meno prevedibili dell’intera competizione elettorale.
Mestre sarà il vero campo di battaglia
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi AI riguarda la geografia del voto veneziano.
Perché Venezia non vota mai come un blocco unico.
C’è il centro storico, dove pesano turismo, identità cittadina, casa e residenti in fuga. C’è Mestre, dove dominano sicurezza, commercio, traffico e costo della vita. C’è Marghera, dove il tema lavoro continua a essere centrale. E poi ci sono le isole, le periferie, gli anziani, gli studenti, le giovani famiglie e il mondo produttivo.
Secondo il modello dell’intelligenza artificiale sarà proprio Mestre il vero terreno decisivo della sfida.
Chi riuscirà a prevalere lì potrebbe conquistare Palazzo Ca’ Farsetti.
Martella sembra avere maggiore forza tra gli elettori più critici verso la situazione economica e sociale della città, mentre Venturini appare più competitivo tra chi cerca stabilità, gestione amministrativa e attenzione alla sicurezza urbana.
La vera differenza potrebbe farla l’affluenza.
Il fattore che può cambiare tutto
L’intelligenza artificiale individua un elemento decisivo: quanti veneziani andranno davvero a votare.
Più l’affluenza sarà alta, più il centrosinistra potrebbe rafforzare il proprio vantaggio. Se invece il voto dovesse essere caratterizzato da forte astensione, soprattutto nei quartieri popolari e tra i giovani, il centrodestra potrebbe recuperare terreno rapidamente.
Ed è proprio questo che rende Venezia una delle sfide più aperte del 2026.
Secondo il modello elaborato dall’AI, ci sono almeno tre fattori che potrebbero cambiare gli equilibri negli ultimi giorni di campagna:
1. La mobilitazione degli indecisi
Una parte importante dell’elettorato veneziano appare ancora fluida e non completamente fidelizzata.
2. Il voto giovanile
Se studenti e under 30 dovessero partecipare più del previsto, Martella potrebbe rafforzarsi ulteriormente.
3. Sicurezza e gestione urbana
Sono i temi sui quali Venturini può ancora recuperare consenso soprattutto nella terraferma veneziana.
Il pronostico finale dell’intelligenza artificiale
Alla fine, dopo avere incrociato dati storici, comportamento elettorale, dinamiche territoriali e clima politico cittadino, l’AI arriva a una conclusione precisa.
Oggi Andrea Martella è il candidato più vicino alla vittoria delle elezioni comunali di Venezia 2026.
Ma non sarà una corsa semplice.
L’intelligenza artificiale vede una città divisa, emotivamente coinvolta e pronta a decidere davvero soltanto negli ultimi giorni di campagna elettorale. Venezia appare molto diversa rispetto ad altre realtà venete dove gli equilibri sembrano più consolidati.
Qui la sensazione è quella di una sfida vera.
Una campagna elettorale dove ogni confronto pubblico, ogni polemica, ogni errore e ogni scelta comunicativa possono spostare migliaia di voti.
Ed è forse proprio questo il dato più interessante emerso dall’analisi dell’AI.
Non soltanto chi oggi sembri avanti.
Ma il fatto che Venezia continui a confermarsi una delle città politicamente più imprevedibili, complesse e affascinanti d’Italia.




