La scuola italiana è nel pieno di una trasformazione che unisce strumenti digitali, nuove abitudini comunicative e prime sperimentazioni di intelligenza artificiale. In questo scenario, il Garante per la Privacy ha pubblicato la nuova versione del vademecum “La scuola a prova di privacy”, pensato per offrire un orientamento semplice e chiaro a chi vive ogni giorno le aule: studenti, docenti, genitori e personale amministrativo.
Il punto centrale è che i minori devono essere tutelati con maggiore attenzione rispetto agli adulti. Le informazioni che li riguardano, se gestite in modo improprio, possono creare danni che durano nel tempo. Per questo serve una guida che aiuti tutti a muoversi con più consapevolezza.
Chat di classe: utili, ma non adatte a tutto
Le chat di classe sono diventate il principale strumento informale di comunicazione tra famiglie e scuola. Tuttavia, il Garante ricorda che non possono trasformarsi in canali dove circolano liberamente foto, video o informazioni personali dei ragazzi. Ogni contenuto che riguarda un minore deve essere condiviso con consapevolezza e solo quando davvero necessario.
Il vademecum suggerisce alle scuole di utilizzare le chat per comunicazioni rapide e non ufficiali, affidando i messaggi formali agli strumenti istituzionali, dal registro elettronico alle piattaforme dedicate. La logica è semplice: ciò che passa in una chat può sfuggire di mano in pochi secondi, soprattutto quando coinvolge minori.
Foto, video ed eventi scolastici: quando si possono pubblicare
Il vademecum ribadisce l’importanza di prestare attenzione alla diffusione di immagini degli studenti, soprattutto durante eventi come recite, gite, attività sportive o iniziative scolastiche. Le foto e i video devono essere raccolti e pubblicati solo quando esiste un consenso valido dei genitori e sempre nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati.
La pubblicazione sui social della scuola, che negli ultimi anni è aumentata molto, deve rispettare gli stessi principi: minimizzare i dati, pubblicare solo ciò che è realmente necessario e garantire che ogni contenuto sia trattato con correttezza. L’obiettivo è evitare che un momento da ricordare si trasformi in un problema per i ragazzi.
Smartphone in classe: regole diverse, stessa tutela
Ogni istituto scolastico può decidere come gestire l’uso degli smartphone durante le lezioni, ma resta sempre valida una regola fondamentale: non è consentito registrare, fotografare o condividere contenuti che ritraggono altre persone senza autorizzazione. Questa tutela vale per studenti, docenti e personale.
Registrare un insegnante, diffondere un video di un compagno o condividere un audio senza consenso è una violazione che può comportare conseguenze disciplinari e, in casi più gravi, anche legali. La tutela della persona rimane sempre prioritaria.
L’intelligenza artificiale entra a scuola: innovazione, ma con limiti
La novità più rilevante del documento riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole. Per la prima volta, il vademecum integra le Linee guida del Ministero dell’Istruzione sull’uso sicuro dell’IA, redatte con il parere del Garante. Particolarmente importante è il divieto di utilizzare tecnologie come il riconoscimento delle emozioni, considerato troppo invasivo, potenzialmente discriminatorio e non adeguato all’ambiente scolastico.
Il documento invita inoltre a utilizzare dati personali solo quando strettamente necessario, preferendo dati sintetici o anonimizzati. Le scuole sono chiamate a valutare con attenzione gli strumenti digitali adottati, verificando funzionamento, finalità e garanzie di protezione dei dati. L’IA può essere un supporto didattico prezioso, ma non deve mai diventare un mezzo di sorveglianza o profilazione nei confronti dei minori.
Perché questo vademecum è importante
La scuola è uno dei contesti in cui circolano più informazioni sensibili: valutazioni, dati sanitari, relazioni familiari, immagini, comunicazioni di ogni tipo. Per evitare errori o leggerezze che possono esporre studenti e istituti a conseguenze indesiderate, è necessario avere regole chiare e strumenti aggiornati.
Il nuovo vademecum rappresenta così una guida completa per tutti. Aiuta studenti e famiglie a comportarsi in modo più consapevole, sostiene il lavoro di docenti e dirigenti e offre ai DPO un quadro aggiornato per garantire trattamenti corretti e sicuri.
Dove trovare il documento
La versione aggiornata di “La scuola a prova di privacy” è disponibile sul sito ufficiale del Garante per la Privacy al seguente link:
https://www.garanteprivacy.it/temi/scuola




