Settembre nelle Marche e ottobre in Calabria: due elezioni regionali che spezzano l’estate politica e fanno ripiombare l’Italia in piena campagna elettorale. La parola torna ai cittadini che saranno influenzati dal grado di fiducia nei governatori uscenti, dalla forza di nuove leadership, dall’appeal delle coalizioni.
Cosa suggeriscono i sondaggi e cosa indica la logica? Abbiamo provato a mettere alla prova l’intelligenza artificiale, ragionando su numeri affidabili, risultati del passato, sondaggi e governance poll per arrivare ad suggerisce due possibili scenari: conferme nel segno dell’esistente, ma con margini risicati.
Elezioni precedenti
Nel 2020, la svolta storica nelle Marche vide Francesco Acquaroli, candidato del centrodestra, conquistare la presidenza con il 49,13% dei voti, interrompendo il ciclo decennale del centrosinistra. In Calabria, nel 2021 Roberto Occhiuto vinse con il 54,46%, portando il centro-destra a consolidare una leadership tradizionale. Entrambi i presidenti uscenti si ripresentano con l’obiettivo di una riconferma, ma con sfide politiche diverse.
Candidati e coalizioni
Nelle Marche, la sfida è classica: Acquaroli punta alla rielezione con la coalizione “Più Marche” (FdI, Lega, FI, UDC, civiche), mentre Matteo Ricci guida l’“Alleanza del Cambiamento” (PD, M5S, Verdi, Volt, +Europa, liste civiche, ecc.). Due visioni opposte della regione: continuità istituzionale contro proposta riformista.
In Calabria, Occhiuto tenta il bis malgrado un’inchiesta giudiziaria in corso, supportato da un centrodestra compatto, almeno ufficialmente. Il centrosinistra ha scelto di scommettere su Pasquale Tridico, ex presidente Inps e europarlamentare dei Cinque Stelle, espressione del campo largo che unisce PD, M5S e altre forze progressiste. Un volto nuovo nella competizione politica calabrese, che punta sulla credibilità tecnica e sulla rottura con le logiche tradizionali e che ha trasformato la Calabria in una sorta di laboratorio politico nazionale con un campo larghissimo che dovrebbe ricomprendere anche Azione di Calenda, nonostante la nuova presa di distanza nei confronti di Conte a livello nazionale. Calenda e Rosato sono stati chiari nel criticare aspramente Matteo Renzi di Italia Viva che, dalla sua newsletter, aveva indicato come imprescindibile l’alleanza con il M5S per sconfiggere la destra di Meloni, Salvini e Tajani. Una rottura che, però, non dovrebbe avere effetti in Calabria con i consiglieri regionali uscenti di Azione che hanno ufficialmente abbandonato Occhiuto.
Sondaggi aggiornati
Nei dati più recenti, nelle Marche i sondaggi mostrano un testa a testa: Acquaroli avanti di circa 5 punti secondo Tecnè (50,5–54,5%) con un’altissima quota di indecisi (circa 46%). Analisi più aggiornate parlano di un pareggio tecnico (Ricci leggermente in vantaggio di 1%) secondo IZI. La sfida si gioca sul filo: ogni punto guadagnato o perso può determinare l’esito finale al quale tiene particolarmente la segretaria nazionale Elly Schlein dopo il sostegno espresso assicurato a Ricci nel momento in cui è stato indagato per corruzione, confermando la fiducia del partito.
In Calabria, invece, non ci sono sondaggi elettorali ufficiali, ma solo rilevazioni sulla popolarità del presidente uscente, i cosiddetti “governance poll”. Secondo queste stime, Occhiuto mantiene un solido gradimento (55% circa), ma il “campo largo” mostra compattezza e ambizione, mettendo pressione sulla sua leadership – sebbene il vantaggio resti netto fino a prova contraria. Il modello di previsione suggerisce che Occhiuto potrebbe riconfermarsi con un margine attorno al 52–55%, ma con un’opposizione potenzialmente rafforzata. La presenza di liste civiche e la mobilitazione del campo largo potrebbero ridurre il distacco, influenzando la distribuzione dei seggi pur senza ribaltare il risultato.
Previsioni AI: cosa dicono i numeri
Guardando ai margini, la Marche appare una sfida aperta: se Acquaroli manterrà coesione e comunicazione efficace (anche grazie all’annuncio della ZES da Meloni), potrebbe spuntarla per una manciata di punti. Ma lo spazio per una sorpresa pro-Ricci è concreto, se riuscirà a mobilitare gli indecisi. La nostra “intelligenza artificiale” punterebbe su Acquaroli, ma avverte: la partita è “sospesa”, e ogni punto di affluenza può ribaltare l’equilibrio.
In Calabria, invece, Occhiuto parte favorito: la sua rete politica resta solida, anche in mezzo al fragore giudiziario scatenato da un’inchiesta, ancora in corso, che continua a riempire i giornali e mina l’immagine del governatore che si è dimesso pochi giorni dopo essere stato sentito dai pm.
Tridico incarna un’idea di cambiamento, e un campo progressista unito può comprimere il margine del centro-destra. Tuttavia, in uno scenario stabile, Occhiuto verrebbe riconfermato, secondo i numeri attuali.
Come lavora l’intelligenza artificiale per le proiezioni
Le previsioni AI si basano su un modello predittivo che integra diversi fattori:
- Trend elettorali storici: i risultati delle ultime due tornate regionali e politiche servono da base per misurare fedeltà e oscillazioni dell’elettorato.
- Affluenza attesa: incrociando i dati degli ultimi 10 anni, la AI stima scenari in base a una partecipazione attorno al 44%. Un aumento improvviso potrebbe favorire l’opposizione.
- Sondaggi e governance poll: dove non disponibili (es. Calabria), la AI utilizza modelli alternativi come la popolarità del governatore uscente.
- Composizione delle coalizioni: l’ampiezza delle alleanze viene valutata in termini di potenziale bacino di voti.
- Fattori extra-elettorali: l’influenza mediatica, eventi giudiziari e provvedimenti di governo (es. ZES Marche) entrano nel calcolo come variabili di impatto.
Il sistema simula decine di migliaia di scenari combinando questi fattori per determinare le fasce di probabilità più reali. Il margine di errore stimato resta tra i 3 e i 4 punti percentuali.
Queste le previsioni aggiornate dell’AI (agosto 2025)
Dopo l’elaborazione di dati quantitativi e qualitativi, la simulazione AI propone il seguente scenario:
- Marche
- Centro-destra (Acquaroli): tra il 43% e il 47%
- Centro-sinistra + M5S (Ricci): tra il 38% e il 42%
- Altre liste: tra il 10% e il 12%
- Quota indecisi: 46%, un bacino potenziale decisivo
- Possibile esito in seggi: centro-destra potrebbe ottenere il premio di maggioranza anche con il 43-44% dei voti
- Calabria
- Centro-destra (Occhiuto): tra il 50% e il 54%
- Centro-sinistra + M5S (Tridico): tra il 42% e il 46%
- Liste civiche e terze forze: fino al 2%
- Dati basati su governance poll, in assenza di sondaggi ufficiali
- Scenario in seggi: conferma possibile ma con opposizione rafforzata e in crescita
La ragione algoritmica
- La “ragione algoritmica” suggerisce una doppia conferma per il centro-destra: Acquaroli in sella nelle Marche, Occhiuto in Calabria. Ma non come formalità: entrambe le sfide saranno misurate, tese, e decise da pochi punti e dalla capacità di mobilitare l’elettorato.
- L’intelligenza artificiale non ha certezze, ma fornisce chiavi di lettura: nelle Marche si vota sul filo di lana, in Calabria la situazione sembra più definita con la situazione data. Anche sela candidatura di Tridico spariglia le carte e la candidatura di Occhiuto è sempre sotto pressione per la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il governatore e che continua a trovare spazio sugli organi di informazione. Il verdetto? Lo daranno gli elettori, con una matita, come sempre. Con l’algoritmo si divertono gli analisti.