L’intelligenza artificiale cambia la scuola: cosa si chiede davvero ai docenti

L’intelligenza artificiale sta trasformando la scuola e il lavoro degli insegnanti, senza sostituirne il ruolo educativo. Tra nuove competenze digitali, consapevolezza critica e centralità della relazione con gli studenti, l’IA ridisegna la didattica e chiede ai docenti di governare il cambiamento, non di subirlo

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Calabria apripista, lo psicologo entra stabilmente nelle scuole

La Calabria diventa la prima regione italiana, e una delle poche in Europa, a introdurre in modo strutturale la figura dello psicologo scolastico.
Il progetto “Discutiamone insieme – Lo psicologo a scuola”, finanziato con circa nove milioni di euro, prevede l’inserimento di 43 professionisti che opereranno in 285 istituti di ogni ordine e grado, per un totale di quasi tremila classi coinvolte

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Intelligenza artificiale, entro ottobre definire le prime policy in ottemperanza alle linee guida del Ministero

La novità principale è proprio questa: ogni istituzione scolastica sarà chiamata a elaborare una propria policy sull’intelligenza artificiale, un documento che traduca i principi generali in scelte operative.
Le indicazioni ministeriali insistono sulla centralità della persona, sulla trasparenza degli algoritmi, sulla tutela dei minori e sul diritto alla supervisione umana.

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L’intelligenza artificiale entra nelle segreterie scolastiche: in arrivo la legge che cambia la PA

L’intelligenza artificiale sta per fare ufficialmente il suo ingresso anche nel mondo della scuola e della pubblica amministrazione. È quanto prevede il disegno di legge A.S. 1146, attualmente in discussione in Parlamento, che introduce nuove regole sull’uso dei sistemi intelligenti nei luoghi di lavoro. AI per migliorare il lavoro L’articolo 11 del provvedimento stabilisce che l’uso dell’intelligenza artificiale dovrà servire a migliorare le condizioni di lavoro, tutelare il benessere psicofisico dei dipendenti e aumentare la produttività, nel pieno rispetto delle norme europee. Nel contesto scolastico, questo si traduce nella possibilità di impiegare l’AI per snellire le attività delle segreterie, velocizzare i procedimenti amministrativi e ridurre il carico ripetitivo sulle spalle del personale Trasparenza e rispetto dei diritti La legge impone che l’uso di questi strumenti avvenga in modo trasparente, sicuro e affidabile. Nessun algoritmo potrà essere impiegato per violare la dignità delle persone o per eludere le norme sulla privacy. Il personale scolastico dovrà essere sempre informato sull’adozione di strumenti basati su AI. Inoltre, le tecnologie dovranno essere usate in modo da garantire pari diritti per tutti, senza discriminazioni di genere, età, provenienza, religione, opinioni o condizione economica. Nasce l’Osservatorio nazionale sull’AI nel lavoro Per seguire da vicino l’evoluzione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, il disegno di legge prevede l’istituzione di un Osservatorio ministeriale, con sede presso il Ministero del Lavoro. Il suo compito sarà quello di monitorare l’impatto dell’AI sul mercato occupazionale, individuare i settori più coinvolti e promuovere corsi di formazione per lavoratori e datori di lavoro, anche in ambito scolastico. Questo organismo non comporterà nuove spese per lo Stato e lavorerà sfruttando le risorse già dispo AI nella pubblica amministrazione: cosa cambia per le scuole L’articolo 14 della legge si concentra sull’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, comprese le istituzioni scolastiche. Gli strumenti intelligenti potranno essere utilizzati per aumentare l’efficienza, ridurre i tempi delle pratiche e migliorare i servizi offerti a studenti, famiglie e docenti. Ma c’è una condizione importante: l’AI potrà solo supportare le attività decisionali, senza mai sostituirsi al personale. Chi lavora nella scuola continuerà ad avere la piena responsabilità delle decisioni prese e dei procedimenti avviati. Formazione e responsabilità: le scuole si preparano Le amministrazioni scolastiche dovranno adottare misure tecniche, organizzative e soprattutto formative, per garantire un uso corretto e consapevole dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è duplice: da un lato sfruttare al massimo le potenzialità degli strumenti digitali, dall’altro sviluppare nuove competenze in chi lavora ogni giorno a contatto con procedure, scadenze e gestione delle informazioni. Anche in questo caso, la legge non prevede nuovi oneri per le scuole: tutto dovrà essere fatto utilizzando i fondi già esistenti. Una svolta possibile e necessaria L’introduzione dell’AI nelle segreterie scolastiche e nella pubblica amministrazione rappresenta una svolta attesa da tempo. Ma per funzionare davvero, questa trasformazione dovrà essere accompagnata da formazione, trasparenza e partecipazione. Se ben gestita, l’intelligenza artificiale potrà alleggerire il carico burocratico, lasciare più spazio al lavoro educativo e migliorare l’interazione tra scuola e famiglie. A patto che resti sempre uno strumento al servizio delle persone, e mai il contrario.

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Conseguita la maturità, la vera sfida è scegliere il futuro. L’intelligenza artificiale può aiutare?

Oggi, strumenti di AI possono diventare un alleato prezioso per aiutare i ragazzi a conoscersi meglio, esplorare le opportunità e prendere decisioni più informate. Non a caso, tra le richieste emerse dalla survey di Studenti, c’è anche quella di un supporto digitale, veloce e su misura, capace di parlare la lingua della Gen Z

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