I padroni dell’AI chiedono di rallentare. Ma Trump e la Cina non vogliono fermarsi
I leader delle principali aziende di intelligenza artificiale cominciano a chiedere maggiore prudenza nello sviluppo dei modelli più avanzati. Dario Amodei propone verifiche indipendenti, soglie di sicurezza comuni e persino accordi internazionali ispirati alla logica del controllo degli armamenti. Altman, Musk e Hassabis aprono al confronto, ma Donald Trump non vuole rallentare la corsa americana mentre la Cina accusa Washington di usare la sicurezza per difendere il proprio vantaggio tecnologico.
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