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Autore: Riccardo Tripepi
Entro il 15 novembre il motore di ricerca dovrà consentire di documentare le richieste e spiegare chiaramente i rifiuti. Prevista una penale di 20mila euro al giorno in caso di ritardo. Google contesta la decisione e annuncia appello.
L’AGCM apre un’istruttoria sulle condizioni imposte dalla piattaforma americana: nel mirino modifiche unilaterali, cancellazione degli account, limitazioni di responsabilità e soprattutto i diritti sui contenuti creati dagli utenti. Contestata anche la rinuncia ai diritti morali d’autore.
Il decreto legislativo 160/2026 autorizza, entro limiti precisi, il riconoscimento biometrico da parte della polizia e introduce nuove responsabilità per produttori, imprese e utilizzatori professionali. Più strumenti anche per chi subisce un danno causato da un algoritmo.
I leader delle principali aziende di intelligenza artificiale cominciano a chiedere maggiore prudenza nello sviluppo dei modelli più avanzati. Dario Amodei propone verifiche indipendenti, soglie di sicurezza comuni e persino accordi internazionali ispirati alla logica del controllo degli armamenti. Altman, Musk e Hassabis aprono al confronto, ma Donald Trump non vuole rallentare la corsa americana mentre la Cina accusa Washington di usare la sicurezza per difendere il proprio vantaggio tecnologico.
L’arresto di un dirigente accusato di aver trasferito in Cina segreti industriali sui semiconduttori apre una questione che riguarda direttamente l’Europa: proteggere le tecnologie strategiche significa difendere anche il patrimonio di conoscenze custodito nelle aziende e nei laboratori
A Oakland si apre il più importante processo intentato contro Meta per i presunti danni provocati da Facebook e Instagram ai minori. California, Colorado, Kentucky e New Jersey accusano la società di avere progettato funzioni capaci di favorire l’uso compulsivo, mentre una coalizione di 29 Stati contesta la raccolta illegale dei dati dei bambini. L’esposizione teorica indicata da Meta raggiunge 1.400 miliardi di dollari, ma gli Stati chiedono soprattutto una profonda modifica delle piattaforme
Tre versioni di Claude hanno ottenuto accessi non autorizzati ai sistemi reali di altrettante organizzazioni durante alcuni test di cybersicurezza. I modelli non si sono ribellati: hanno continuato a eseguire il compito ricevuto perché un errore nell’organizzazione delle prove aveva lasciato aperto l’accesso a Internet. Dopo il caso OpenAI-Hugging Face, l’incidente Anthropic dimostra che la sicurezza dell’intelligenza artificiale dipende anche dalla solidità delle infrastrutture e dalle scelte umane.
Il decreto sull’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di sicurezza supera un primo passaggio parlamentare. Le opposizioni denunciano una forzatura, mentre il Garante privacy chiede di escludere qualsiasi trattamento generalizzato dei volti delle persone presenti in piazze, stazioni e stadi
Il filmato generato con l’intelligenza artificiale scatena lo scontro politico, ma il vero tema va oltre la polemica: tra algoritmi, deepfake e contenuti sintetici cresce il rischio di una propaganda sempre più efficace e difficile da controllare
Copenaghen interviene nella causa davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea sulla remunerazione degli editori per l’utilizzo online dei contenuti giornalistici. La futura decisione potrebbe stabilire quanto possono spingersi gli Stati europei nel rafforzare il potere negoziale della stampa nei confronti delle grandi piattaforme digitali