Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di analizzare lo scenario delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre, incrociando precedenti elettorali, radicamento dei candidati, capacità di mobilitazione e affluenza. Il risultato non è un sondaggio, ma una simulazione politica: Roscioli è avanti, Benedetto può approfittare della divisione del centrodestra, mentre Giannetta potrebbe consegnare a Vannacci un risultato nazionale molto più importante del semplice esito del collegio.
La prima indicazione restituita dall’analisi effettuata dall’IA è netta: Fabio Roscioli rimane il favorito per conquistare il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro, ma la presenza di Giannetta modifica sensibilmente gli equilibri della competizione.
E soprattutto trasforma quella che poteva apparire come una normale suppletiva in un appuntamento dal possibile significato nazionale.
L’ipotesi affluenza al 20%
Il primo elemento preso in considerazione è l’affluenza.
Le elezioni suppletive italiane, quando non vengono abbinate ad altre consultazioni, registrano spesso una partecipazione molto bassa tra il 10 e il 15%.
L’ingresso in campo di Giannetta rende però plausibile uno scenario diverso.
L’ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale è un politico abituato alla competizione elettorale, con una rete personale costruita negli anni e una presenza molto attiva sul territorio. La sua candidatura potrebbe mobilitare elettori che, in assenza di una competizione più accesa, avrebbero potuto scegliere l’astensione.
A questo si aggiunge che proprio la candidatura di Giannetta spinge Forza Italia, Cannizzaro, Occhiuto e l’intero centrodestra reggino ad aumentare la propria mobilitazione per dimostrare che la rottura non ha intaccato il consenso della coalizione.
Per questo è verosimile un aumento di votanti con un’affluenza intorno al 20%.
Su circa 348 mila aventi diritto significherebbe poco meno di 70 mila elettori alle urne, con circa 65-66 mila voti validi.
Numeri molto piccoli rispetto a una normale elezione e proprio per questo capaci di amplificare enormemente il peso delle organizzazioni locali e dei singoli candidati.
Il risultato della simulazione: 45-35-20
Con queste premesse abbiamo chiesto all’IA di attribuire una possibile percentuale ai tre principali candidati.
La stima centrale restituita è questa:
Fabio Roscioli: 45%
Frank Benedetto: 35%
Domenico Giannetta: 20%
Tradotto in voti, ipotizzando circa 66 mila schede valide:
- Roscioli intorno a 29.700 voti;
- Benedetto intorno a 23.100 voti;
- Giannetta intorno a 13.200 voti.
Naturalmente non si tratta di un sondaggio e sarebbe scorretto presentarlo come tale.
È una simulazione costruita sulla base dei risultati elettorali precedenti, del profilo politico dei candidati, della loro capacità di mobilitazione e delle dinamiche che normalmente caratterizzano un’elezione suppletiva.
La stessa analisi individua infatti una forchetta piuttosto ampia: Roscioli tra il 42 e il 49%, Benedetto tra il 32 e il 38%, Giannetta tra il 17 e il 24%.
Ma è proprio quest’ultima percentuale a rendere politicamente interessante l’esperimento.
Perché Giannetta potrebbe andare molto oltre i sondaggi nazionali di Futuro Nazionale
Domenico Giannetta non è un candidato scelto esclusivamente per garantire una presenza simbolica sulla scheda.
È stato sindaco, consigliere regionale per più legislature e deputato per un breve periodo. Ma soprattutto possiede una storia di consenso personale documentabile attraverso le preferenze raccolte nelle regionali.
Nel 2025 ha superato le 10 mila preferenze personali nella circoscrizione Sud.
Non significa che quei voti possano essere trasferiti automaticamente alle suppletive. Una parte della sua tradizionale area elettorale ricade fuori dal collegio e una quota del consenso ottenuto in passato era inevitabilmente collegata anche al simbolo di Forza Italia e alla coalizione di centrodestra.
Ma la consistenza di quel voto dimostra che Giannetta parte da una posizione completamente diversa rispetto a un candidato sconosciuto.
Ed è proprio qui che la simulazione diventa interessante sul piano nazionale.
Futuro Nazionale viene accreditato dai sondaggi nazionali di percentuali attualmente intorno al 7%.
Se Giannetta dovesse ottenere a Reggio un risultato a 2 cifre sopra il 10%, per Roberto Vannacci Reggio Calabria diventerebbe il trampolino di lancia per la corsa alle prossime elezioni nazionali.
Se poi arrivasse al 20%, la lettura politica sarebbe ancora più forte, la notizia della notte elettorale potrebbe diventare nazionale indipendentemente da chi conquisterà materialmente il seggio.
Vannacci potrebbe perdere e, politicamente, vincere
È probabilmente questo il punto più interessante emerso dall’analisi.
Giannetta parte oggi come terzo candidato e non come favorito per il collegio.
Per riuscire a conquistare il seggio dovrebbe probabilmente superare quota 24-25 mila voti, un livello molto superiore rispetto alla base elettorale personale che è possibile attribuirgli oggi.
La probabilità maggiore è quindi che la sfida per il primo posto rimanga tra Roscioli e Benedetto.
Ma Futuro Nazionale potrebbe ugualmente uscire dalla competizione con un risultato politicamente molto pesante.
Per Vannacci, infatti, queste suppletive rappresentano qualcosa che nessun sondaggio può offrire: voti reali dentro le urne per la prima volta con il simbolo di Futuro Nazionale.
Un risultato di tale portata consentirebbe al leader di Futuro Nazionale di sostenere che, laddove il partito dispone di un candidato conosciuto e territorialmente radicato, il suo consenso può essere molto superiore alle percentuali nazionali rilevate dagli istituti demoscopici.
Potrebbe inoltre rivendicare di aver strappato a Forza Italia uno dei suoi esponenti più riconoscibili sul territorio calabrese e di averlo trasformato immediatamente in un candidato capace di ottenere un risultato a doppia cifra contro lo stesso centrodestra.
Da questo punto di vista, Vannacci potrebbe non vincere il seggio e vincere comunque la sua partita politica.
Roscioli resta favorito, ma il margine si riduce
L’IA assegna oggi a Roscioli la posizione di vantaggio. La ragione è soprattutto organizzativa.
Forza Italia dispone a Reggio Calabria di una struttura territoriale molto forte, costruita intorno alla leadership di Cannizzaro, stravincente alle ultime elezioni amministrative, e inserita nel sistema politico regionale guidato da Roberto Occhiuto.
Quando vota soltanto un elettore su cinque, questa capacità organizzativa diventa decisiva.
Portare alle urne 30 mila elettori può essere sufficiente per conquistare il collegio.
Ma la candidatura di Giannetta apre un problema evidente: una parte del suo potenziale elettorato proviene esattamente dalla stessa area politica nella quale Roscioli deve raccogliere il proprio consenso.
Più Giannetta cresce, più diminuisce la soglia alla quale Benedetto può sperare di arrivare primo.
E Benedetto può diventare il beneficiario della guerra nel centrodestra
Frank Benedetto affronta una competizione completamente diversa rispetto a quella che si immaginava prima della candidatura di Futuro Nazionale.
Il campo largo ha scelto un candidato unitario, conosciuto a Reggio e dotato di una forte riconoscibilità professionale.
La sua possibilità di vittoria dipende soprattutto da due fattori: la capacità di mobilitare l’elettorato di centrosinistra e Movimento 5 Stelle e la quantità di voti che Giannetta riuscirà a sottrarre o comunque a intercettare nell’area tradizionalmente riconducibile al centrodestra.
Con Roscioli al 45% e Giannetta al 20%, Benedetto rimarrebbe distante.
Ma basterebbe uno spostamento di pochi punti per modificare radicalmente lo scenario.
Una distribuzione del tipo:
Roscioli 41%
Benedetto 37%
Giannetta 22%
porterebbe la distanza tra i primi due candidati a poche migliaia di voti.
In una consultazione con meno di 70 mila votanti, anche poche centinaia di elettori in più o in meno nei principali comuni possono diventare decisive.
Le probabilità di vittoria secondo la simulazione
Abbiamo chiesto infine all’intelligenza artificiale di tradurre lo scenario anche in probabilità di conquista del seggio.
La valutazione restituita è:
Roscioli: 60%
Benedetto: 27%
Giannetta: 13%
Anche in questo caso non si tratta di probabilità statistiche ricavate da un campione demoscopico, ma di una valutazione dello scenario politico.
Roscioli resta quindi il candidato da battere.
Benedetto ha una possibilità concreta soprattutto se la divisione del centrodestra dovesse diventare più profonda del previsto.
Giannetta ha minori possibilità di arrivare primo, ma possiede il potenziale per diventare il vero protagonista politico delle suppletive.
Reggio diventa un laboratorio nazionale
È forse questa la conclusione più interessante dell’analisi.
Il 27 e 28 settembre Reggio Calabria non eleggerà semplicemente il sostituto di Francesco Cannizzaro.
Nello stesso momento verranno misurate almeno tre cose.
La capacità di Forza Italia di mantenere il controllo di un territorio nel quale negli ultimi anni ha costruito una forza elettorale considerevole.
La competitività del campo largo quando riesce a presentarsi unito.
E, per la prima volta in una competizione elettorale reale, la capacità di Futuro Nazionale di trasformare il consenso attribuito dai sondaggi a Roberto Vannacci in voti effettivi.
È quest’ultimo dato che potrebbe trasformare le suppletive reggine in un caso politico nazionale.
Perché la sera del 28 settembre potrebbe accadere qualcosa di apparentemente paradossale.
Giannetta potrebbe arrivare terzo.
Futuro Nazionale potrebbe non conquistare il seggio.
Eppure Roberto Vannacci potrebbe essere uno dei leader più soddisfatti del risultato.
Se il suo candidato raggiungesse davvero una percentuale vicina al 20%, la domanda politica del giorno successivo non sarebbe soltanto chi ha vinto a Reggio Calabria.
Sarebbe inevitabilmente un’altra:
Futuro Nazionale vale davvero molto più di quanto oggi raccontano i sondaggi?
A Reggio, questa volta, a rispondere non saranno gli istituti demoscopici.
Saranno gli elettori.




