ChatGPT non è più soltanto un modello di intelligenza artificiale o un assistente capace di rispondere alle domande degli utenti. Per la Commissione europea è ormai anche una delle principali porte di accesso alle informazioni disponibili online e deve essere regolato di conseguenza.
Bruxelles ha designato ChatGPT come Very Large Online Search Engine, un motore di ricerca online di dimensioni molto grandi ai sensi del Digital Services Act. Nella stessa decisione Reddit e Roblox sono stati classificati come Very Large Online Platforms. Le tre aziende avevano comunicato di avere almeno 45 milioni di utenti medi mensili nell’Unione europea, la soglia oltre la quale scattano gli obblighi rafforzati del regolamento.
La designazione non è una sanzione e non comporta l’accertamento di una violazione. Riconosce però che servizi utilizzati da una parte così ampia della popolazione europea possono produrre rischi che superano il rapporto con il singolo utente. Un errore ripetuto milioni di volte, un sistema che favorisce determinate fonti o una protezione insufficiente dei minori possono diventare problemi sistemici.
Le aziende avranno quattro mesi dalla notifica per adeguarsi agli obblighi aggiuntivi. Secondo il calendario indicato dalla Commissione, la piena applicazione è attesa entro gennaio 2027. Da quel momento ChatGPT dovrà essere valutato non soltanto per ciò che il modello è tecnicamente in grado di generare, ma anche per il modo in cui cerca, seleziona, sintetizza e presenta le informazioni.
Dalla lista dei link alla risposta già pronta
La decisione europea registra un cambiamento avvenuto nelle abitudini degli utenti. Il motore di ricerca tradizionale restituisce una pagina di collegamenti e lascia alla persona il compito di scegliere quali siti consultare. Un assistente generativo produce invece direttamente una risposta, combinando le informazioni recuperate online con quelle apprese durante l’addestramento.
È un’esperienza più semplice, ma concentra un potere maggiore nel sistema che costruisce la sintesi. L’utente può non sapere quali fonti siano state consultate, quali siano state escluse, quanto siano aggiornate le informazioni e dove finisca il dato documentato e inizi la ricostruzione probabilistica del modello.
Quando una risposta riguarda un ristorante o una ricetta, un errore può avere conseguenze limitate. Quando interessa salute, elezioni, conflitti, diritti, finanza o sicurezza pubblica, la stessa dinamica può incidere sulle decisioni di milioni di persone.
È qui che interviene il DSA. L’AI Act disciplina soprattutto progettazione, immissione sul mercato e utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, con obblighi specifici anche per i modelli di uso generale. Il Digital Services Act guarda invece alla funzione esercitata dal servizio nella circolazione delle informazioni e ai suoi effetti sulla società.
ChatGPT entra così in un doppio perimetro regolatorio. Come tecnologia di intelligenza artificiale deve rispettare le regole dell’AI Act. Come strumento attraverso il quale milioni di europei cercano informazioni dovrà affrontare gli obblighi sistemici del DSA.
I rischi che OpenAI dovrà misurare
La designazione impone a OpenAI di individuare, analizzare e ridurre i rischi sistemici prodotti dal funzionamento del servizio. La valutazione dovrà comprendere la possibile diffusione di contenuti illegali, gli effetti sui diritti fondamentali, le discriminazioni, i rischi per i minori e il benessere psicofisico degli utenti.
Particolare attenzione sarà riservata alla manipolazione del dibattito pubblico, ai processi elettorali, alla sicurezza pubblica e al modo in cui algoritmi e sistemi di raccomandazione influenzano le informazioni presentate.
Per un sistema generativo, il problema non coincide necessariamente con la presenza di un contenuto illegale già pubblicato da qualcuno. La risposta può essere costruita al momento, combinando materiali legittimi in modo errato oppure presentando come certo ciò che è controverso, superato o privo di una fonte affidabile.
OpenAI dovrà quindi dimostrare di disporre di procedure adeguate per riconoscere e mitigare questi rischi. Fra le misure possibili rientrano una maggiore evidenza delle fonti, controlli sui contenuti sensibili, limiti alle risposte in determinati contesti, strumenti di segnalazione e verifiche sul comportamento del sistema durante crisi ed elezioni.
Non sarà sufficiente dichiarare genericamente che il modello può sbagliare. Il DSA chiede alle imprese di ricostruire i rischi prevedibili, adottare contromisure proporzionate e documentare i risultati.
Audit e accesso ai dati
ChatGPT sarà sottoposto ad audit indipendenti annuali. I verificatori dovranno esaminare il rispetto degli obblighi e valutare l’efficacia delle misure adottate per ridurre i rischi.
Il servizio dovrà inoltre pubblicare maggiori informazioni sul proprio funzionamento e consentire l’accesso a determinati dati ai ricercatori qualificati. È uno dei passaggi più importanti della decisione europea.
Finora gran parte delle valutazioni sugli assistenti generativi è stata svolta attraverso prove esterne: ricercatori e giornalisti formulano domande, confrontano le risposte e cercano di dedurre il comportamento del sistema. Questo metodo può individuare problemi, ma non consente di misurarne frequenza, distribuzione e cause.
L’accesso previsto dal DSA potrebbe permettere analisi più strutturate sulla presenza di disinformazione, sulla rappresentazione delle fonti, sugli errori relativi a gruppi vulnerabili e sugli effetti delle modifiche introdotte da OpenAI. Restano però da definire concretamente i dati disponibili, le garanzie per la privacy e la protezione dei segreti industriali.
La Commissione assumerà il ruolo principale nella vigilanza sugli obblighi sistemici. In caso di violazioni, il DSA consente sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo dell’impresa. La designazione odierna, tuttavia, non anticipa né rende inevitabile alcuna multa.
La questione delle fonti
Per editori e produttori di contenuti la decisione apre un confronto particolarmente delicato. Se gli utenti ricevono da ChatGPT una risposta sufficiente senza visitare il sito originario, il servizio può ridurre il traffico verso giornali, blog, enciclopedie e portali specializzati dai quali provengono le informazioni.
Il problema non riguarda soltanto il diritto d’autore. Riguarda la visibilità delle fonti, il pluralismo e la sostenibilità economica della produzione di contenuti affidabili.
Un motore tradizionale indirizza almeno potenzialmente l’utente al sito. Un assistente generativo può assorbire le informazioni in una sintesi e lasciare la fonte in secondo piano, quando non la omette completamente. La qualità della risposta dipende però proprio dall’esistenza di quelle fonti e dal lavoro necessario a produrle.
Il DSA non stabilisce un compenso automatico per gli editori e non risolve le controversie sull’addestramento dei modelli. Può tuttavia rendere più verificabile il modo in cui ChatGPT organizza l’accesso all’informazione, soprattutto quando la selezione delle fonti produce effetti sul pluralismo, sui diritti o sul dibattito pubblico.
Per le testate italiane diventerà importante controllare non soltanto se i propri contenuti vengano utilizzati, ma anche come siano citati, quale visibilità ricevano e se le sintesi conservino contesto, attribuzione e significato originario.
Reddit e il governo delle comunità
La classificazione di Reddit come grande piattaforma porta sotto la vigilanza rafforzata un modello differente. Il servizio è costruito attraverso migliaia di comunità tematiche, gestite in larga parte da moderatori volontari e dotate di regole proprie.
Questa struttura decentralizzata non elimina la responsabilità della società. Reddit dovrà valutare come sistemi di raccomandazione, moderazione locale e interventi centrali possano contribuire alla diffusione di contenuti illegali, campagne coordinate, manipolazioni o rischi per i diritti fondamentali.
Il punto più delicato sarà distinguere l’autonomia delle comunità dalla capacità della piattaforma di intervenire quando un problema supera il singolo spazio. Anche l’accesso ai dati da parte dei ricercatori potrà offrire informazioni più precise sul ruolo delle comunità nelle campagne di disinformazione e nelle operazioni di influenza.
Roblox e la protezione dei minori
Per Roblox il centro della valutazione sarà inevitabilmente la sicurezza dei bambini e degli adolescenti. La piattaforma non è soltanto un videogioco: è un ambiente nel quale gli utenti giocano, comunicano, acquistano beni virtuali e producono nuove esperienze.
Questa combinazione rende particolarmente sensibili i sistemi di raccomandazione, le comunicazioni tra adulti e minori, gli acquisti, il design persuasivo e la visibilità dei contenuti non adatti all’età.
Roblox dovrà dimostrare che le proprie misure non esistano soltanto nei documenti, ma funzionino realmente. La valutazione dovrà considerare la possibilità di aggirare i controlli dell’età, l’efficacia della moderazione e gli effetti economici delle monete e degli oggetti virtuali sui più giovani.
La designazione arriva mentre Europa e altri Paesi discutono sistemi più stringenti per verificare l’età degli utenti. Il rischio è che la protezione dei minori venga perseguita raccogliendo una quantità ancora maggiore di documenti, immagini biometriche o informazioni personali. Sicurezza e minimizzazione dei dati dovranno quindi procedere insieme.
Il precedente per gli altri assistenti
La decisione su ChatGPT è destinata ad avere conseguenze oltre OpenAI. Altri assistenti generativi stanno integrando ricerca sul web, confronti fra prodotti, raccomandazioni, notizie e risposte su temi di interesse pubblico.
Quando supereranno la soglia europea o assumeranno un ruolo comparabile, diventerà difficile sostenere che siano soltanto strumenti tecnici privi di responsabilità sulla distribuzione dell’informazione.
Bruxelles afferma in sostanza che la forma conversazionale non sottrae un servizio alle regole applicate ai grandi intermediari. Se un sistema decide quali informazioni recuperare, come ordinarle e quale risposta mostrare, esercita una funzione editoriale e infrastrutturale anche senza assumere formalmente il ruolo di editore.
Resta da capire quale parte di ChatGPT sia esattamente compresa nella designazione: la funzione di ricerca online oppure l’intero servizio nella misura in cui permette di reperire informazioni. Il testo della decisione e le successive interlocuzioni con OpenAI dovranno chiarire il confine.
La responsabilità non riguarda soltanto ciò che l’IA dice
La novità più profonda non è l’aggiunta di ChatGPT a un elenco europeo. È il riconoscimento del potere che gli assistenti generativi stanno acquisendo nella costruzione della realtà informativa.
Il problema non è soltanto se una risposta sia vera o falsa. Conta quali domande il sistema accetta, quali fonti considera attendibili, quali omette, come descrive una controversia e quanto spazio lascia all’utente per verificare autonomamente.
Con il DSA l’Unione europea prova a spostare il controllo dal singolo errore alla struttura che può produrlo e moltiplicarlo. OpenAI non dovrà garantire che ChatGPT non sbagli mai, un risultato tecnicamente impossibile. Dovrà dimostrare di conoscere i rischi generati dal servizio, misurarli e intervenire quando assumono dimensioni sistemiche.




