Dal 12 giugno 2026 è ufficialmente operativa la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per l’invio delle comunicazioni preventive necessarie ad accedere all’Iperammortamento 2026, il nuovo incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio che sostituisce definitivamente i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0.
La misura mette a disposizione una dotazione complessiva di 9,8 miliardi di euro e punta a sostenere gli investimenti delle imprese in tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, cybersecurity e produzione di energia da fonti rinnovabili.
L’agevolazione consente di maggiorare fiscalmente il costo dei beni agevolabili fino al 180%, generando una significativa riduzione dell’imponibile fiscale.
Finalità dell’incentivo
L’obiettivo dell’Iperammortamento 2026 è favorire la trasformazione digitale del sistema produttivo italiano attraverso il sostegno agli investimenti in beni strumentali innovativi e tecnologie avanzate.
La misura incentiva in particolare:
- Digitalizzazione dei processi produttivi;
- Introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale;
- Acquisto di infrastrutture hardware per AI e High Performance Computing;
- Reti industriali avanzate 5G e Wi-Fi 7;
- Soluzioni di cybersecurity OT e IT;
- Sistemi di automazione intelligente;
- Investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Chi può beneficiare dell’Iperammortamento
Possono accedere all’agevolazione tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente da dimensione, settore economico o forma giuridica.
Tra i beneficiari rientrano:
- Imprese individuali;
- Imprese familiari;
- Società di persone;
- Società di capitali;
- Cooperative;
- Stabili organizzazioni di soggetti esteri;
- Enti non commerciali limitatamente all’attività d’impresa.
Sono invece escluse le imprese in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali prive di continuità aziendale.
Quanto vale il contributo: maggiorazioni fino al 180%
A differenza dei precedenti crediti d’imposta, l’Iperammortamento non eroga un contributo diretto ma consente di aumentare il valore fiscalmente ammortizzabile del bene acquistato.
Le maggiorazioni previste sono:
| Investimento annuale | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 100% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 50% |
Ciò significa che un bene acquistato per 100.000 euro può essere fiscalmente considerato fino a 280.000 euro, generando un importante risparmio fiscale negli anni successivi.
Quali investimenti sono agevolabili
Tra le principali novità del 2026 vi è l’ampliamento delle categorie di beni agevolabili attraverso i nuovi Allegati IV e V della Legge n. 199/2025.
Beni materiali
Rientrano nell’agevolazione:
- Server e sistemi GPU per l’addestramento di modelli AI;
- Infrastrutture HPC (High Performance Computing);
- Reti 5G private;
- Sistemi Wi-Fi 7 industriali;
- Hardware per cybersecurity OT/IT;
- Apparati per convergenza IT e automazione industriale.
Beni immateriali
Sono ammissibili:
- Software di Intelligenza Artificiale;
- Sistemi di Machine Learning;
- Piattaforme di AI Generativa;
- Soluzioni Agentic AI;
- Software di manutenzione predittiva;
- Sistemi di computer vision;
- Applicazioni MLOps;
- Digital twin e sistemi avanzati di simulazione installati localmente.
Attenzione: il SaaS non è agevolabile
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda l’esclusione dei software fruiti in modalità cloud o Software as a Service (SaaS).
Non sono pertanto agevolabili:
- Abbonamenti a piattaforme cloud;
- Servizi AI erogati tramite API;
- ERP e MES in modalità SaaS;
- Soluzioni AI a consumo.
L’agevolazione è riservata esclusivamente a software acquistati con licenza tradizionale o installati direttamente presso l’impresa.
Risorse disponibili
La dotazione finanziaria complessiva prevista per l’Iperammortamento 2026 ammonta a:
9,8 miliardi di euro
Le risorse saranno monitorate dal GSE attraverso il nuovo sistema di prenotazione e comunicazione preventiva degli investimenti.
Come presentare la domanda
L’accesso all’agevolazione non è automatico.
Le imprese devono utilizzare la piattaforma informatica del GSE, accessibile esclusivamente tramite:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica (CIE).
La procedura richiede l’invio di cinque comunicazioni obbligatorie.
1. Comunicazione preventiva
Deve essere trasmessa prima dell’ordine del bene.
L’ordine effettuato prima della comunicazione preventiva comporta l’esclusione dall’agevolazione.
2. Comunicazione di conferma
Entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE.
Occorre dimostrare il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo del bene.
3. Comunicazione di completamento
Da trasmettere al termine dell’investimento.
Scadenza finale: 15 novembre 2028.
4. Comunicazione consuntiva/previsionale
Da inviare ogni anno entro il 20 gennaio.
5. Comunicazione integrativa
Da trasmettere ogni anno entro il 30 giugno.
Scadenze principali
Le date da ricordare sono:
- 1° gennaio 2026: avvio investimenti ammissibili;
- 12 giugno 2026: apertura piattaforma GSE;
- 30 settembre 2028: termine per completare gli investimenti;
- 15 novembre 2028: termine per la comunicazione finale.
Obbligo di perizia asseverata
Per tutti gli investimenti è obbligatoria una perizia tecnica asseverata, indipendentemente dall’importo.
La perizia deve certificare:
- appartenenza del bene agli Allegati IV o V;
- interconnessione ai sistemi aziendali;
- conformità ai requisiti normativi.
È inoltre richiesta una certificazione contabile rilasciata dal revisore legale.
I costi di tali adempimenti restano interamente a carico dell’impresa.
Cumulo con altri incentivi
L’Iperammortamento può essere cumulato con:
- Credito d’imposta ZES Unica;
- Nuova Sabatini;
- Agevolazioni europee;
- Conto Termico 3.0.
Non è invece cumulabile con i precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 sul medesimo investimento.
Perché le imprese devono prestare attenzione
L’Iperammortamento 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti per sostenere la trasformazione digitale delle imprese italiane. Tuttavia, rispetto ai precedenti crediti d’imposta, introduce una procedura molto più rigorosa, caratterizzata da comunicazioni obbligatorie, perizie tecniche e controlli costanti da parte del GSE.
Le aziende interessate dovrebbero pianificare attentamente gli investimenti, verificare la corretta classificazione dei beni e predisporre tutta la documentazione necessaria prima dell’acquisto, evitando il rischio di perdere un beneficio fiscale che può raggiungere livelli particolarmente elevati per investimenti in intelligenza artificiale, infrastrutture digitali e innovazione industriale.




