L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nei servizi della Pubblica Amministrazione italiana. L’INPS ha presentato Arianna, un nuovo assistente digitale basato sull’IA, progettato per aiutare i cittadini a orientarsi tra oltre 400 prestazioni previdenziali e assistenziali, rendendo più semplice la ricerca delle informazioni e l’accesso ai servizi dell’Istituto.
L’obiettivo è superare uno degli ostacoli più frequenti nel rapporto tra cittadini e amministrazione: la difficoltà di comprendere procedure, requisiti e opportunità disponibili. Con Arianna, gli utenti potranno formulare domande utilizzando un linguaggio naturale, senza dover necessariamente conoscere la terminologia tecnica e amministrativa.
Come funziona Arianna, il nuovo assistente dell’INPS
Il sistema è stato sviluppato attraverso un’architettura di intelligenza artificiale multi-agente, costruita utilizzando framework open source. Questa impostazione permette di organizzare diverse componenti specializzate e di ampliare progressivamente le funzionalità della piattaforma.
Secondo quanto spiegato da Massimiliano D’Angelo, direttore centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione dell’INPS, Arianna è stata progettata per fornire risposte esclusivamente sulla base di fonti verificate dall’Istituto.
Una scelta che punta a ridurre il rischio di informazioni inesatte, particolarmente delicato quando si parla di pensioni, sostegni economici, disoccupazione e prestazioni assistenziali.
Il ricorso a fonti ufficiali rappresenta una garanzia importante, anche se non elimina completamente la possibilità che un sistema di intelligenza artificiale interpreti erroneamente una richiesta o restituisca indicazioni incomplete.
Il Governo punta sullo «Stato agentico»
La presentazione di Arianna si inserisce in una strategia più ampia di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, ha collegato il progetto al modello dello «Stato agentico», un’amministrazione che non si limita a mettere a disposizione servizi online, ma utilizza strumenti intelligenti per comprendere meglio le esigenze delle persone.
«Per molto tempo abbiamo chiesto al cittadino di imparare il linguaggio dell’amministrazione. Con Arianna l’INPS permette ai cittadini di esprimere le proprie esigenze con parole semplici», ha dichiarato Butti.
La prospettiva è quella di una Pubblica Amministrazione capace di accompagnare il cittadino nella ricerca dei servizi, riducendo la complessità burocratica e facilitando l’accesso ai diritti.
Non significa, tuttavia, che Arianna possa assumere autonomamente decisioni sulle prestazioni. Le informazioni diffuse in occasione della presentazione descrivono principalmente uno strumento di orientamento e assistenza.
Intelligenza artificiale e diritti dei cittadini: le garanzie necessarie
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici solleva questioni che vanno oltre l’innovazione tecnologica.
Quando un cittadino chiede informazioni su una pensione, un’indennità o una misura di sostegno economico, l’affidabilità della risposta può incidere concretamente sulle sue scelte.
Diventano quindi fondamentali la trasparenza sul funzionamento del sistema, la possibilità di verificare le informazioni ricevute e la disponibilità di canali di assistenza umana.
Il quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale e la legislazione nazionale richiedono particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali, alla supervisione umana e alla responsabilità nell’utilizzo delle nuove tecnologie.
La concreta applicazione di queste garanzie dipenderà anche dalle funzionalità effettivamente attribuite ad Arianna e dal suo ruolo nei procedimenti amministrativi.
Un modello per tutta la Pubblica Amministrazione?
Secondo il direttore generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, il progetto potrebbe rappresentare un’esperienza utile anche per altre amministrazioni pubbliche.
L’ambizione dichiarata è trasformare l’Istituto in un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica e sociale, mettendo a disposizione competenze e soluzioni sviluppate internamente.
Ovviamente saranno da misurare i risultati concreti, valutando, in particolare, quanto Arianna riuscirà a semplificare le procedure e aiutare le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi digitali.
