Per la prima volta nella breve ma tumultuosa storia dell’intelligenza artificiale generativa, un governo interviene direttamente per bloccare la diffusione di modelli AI appena lanciati sul mercato. A finire nel mirino è Anthropic, una delle aziende considerate più avanzate al mondo nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, costretta a sospendere l’accesso ai nuovi modelli Fable 5 e Mythos 5 dopo una direttiva arrivata da Washington.
La decisione ha colto di sorpresa il settore. I due modelli erano stati presentati appena il 9 giugno come il nuovo fiore all’occhiello dell’azienda fondata dai fratelli Amodei. Tre giorni dopo, però, il governo americano ha ordinato ad Anthropic di impedirne l’utilizzo a cittadini e organizzazioni straniere per ragioni legate alla sicurezza nazionale. Non riuscendo a filtrare immediatamente gli utenti in base alla nazionalità, la società ha optato per una misura drastica: spegnere completamente i due sistemi a livello globale.
La vicenda rappresenta molto più di una semplice disputa tra un’azienda tecnologica e l’amministrazione statunitense. È probabilmente il primo segnale concreto di una nuova fase nella corsa all’intelligenza artificiale, in cui i modelli più avanzati iniziano a essere considerati infrastrutture strategiche, al pari dei semiconduttori, delle tecnologie militari o delle reti energetiche.
Perché Washington è intervenuta
Secondo quanto riferito da Anthropic, la direttiva governativa sarebbe stata motivata dalla scoperta di una possibile vulnerabilità nei sistemi di sicurezza di Fable 5. In particolare, sarebbe emersa una tecnica di “jailbreaking”, cioè un metodo capace di aggirare le protezioni integrate nel modello per ottenere funzionalità che normalmente dovrebbero essere bloccate.
Il governo americano non avrebbe però fornito dettagli tecnici approfonditi sulle proprie preoccupazioni. L’azienda sostiene di aver ricevuto soltanto indicazioni verbali e di aver successivamente individuato un rapporto che ritiene essere alla base della decisione delle autorità. Dopo averlo analizzato, Anthropic ha contestato apertamente le conclusioni, sostenendo che le capacità mostrate dal presunto jailbreak non sarebbero affatto esclusive dei nuovi modelli ma sarebbero già disponibili in molti altri sistemi presenti sul mercato.
Secondo la società, il metodo contestato consisterebbe essenzialmente nel chiedere al modello di analizzare una specifica base di codice e individuare eventuali vulnerabilità software. Un’attività che, a detta dell’azienda, può essere svolta anche da altri modelli di fascia alta.
Che cosa sono Fable 5 e Mythos 5
Per comprendere la portata della vicenda bisogna capire cosa rappresentano questi sistemi.
Fable 5 è il nuovo modello generalista di Anthropic, progettato per affrontare compiti complessi di programmazione, analisi e ragionamento avanzato. Mythos 5, invece, è la versione destinata a partner selezionati e grandi organizzazioni nell’ambito del programma denominato Project Glasswing.
I due modelli condividono lo stesso motore tecnologico ma differiscono per le limitazioni imposte agli utenti. Fable 5 è stato progettato per il mercato più ampio e incorpora una serie di filtri che ne riducono automaticamente le capacità quando vengono rilevate richieste considerate sensibili. Mythos 5, invece, è destinato a contesti professionali avanzati e può operare con meno restrizioni.
Le prestazioni dichiarate da Anthropic sono particolarmente elevate. In benchmark come Swe-Bench Pro il modello avrebbe superato l’80%, distanziando sia le precedenti generazioni della stessa azienda sia numerosi concorrenti. Tra i casi d’uso citati figura anche Stripe, che avrebbe completato in un solo giorno un’attività informatica che normalmente avrebbe richiesto circa due mesi di lavoro umano.
Il vero problema: l’AI può diventare un’arma digitale?
Il punto centrale della controversia riguarda il crescente timore che i modelli di nuova generazione possano essere utilizzati per attività offensive nel cyberspazio.
Negli ultimi mesi le principali aziende del settore hanno iniziato a confrontarsi con una domanda che fino a poco tempo fa apparteneva quasi esclusivamente al mondo della fantascienza: cosa succede quando un sistema di intelligenza artificiale diventa abbastanza sofisticato da individuare vulnerabilità, scrivere exploit o assistere operazioni informatiche offensive?
Anthropic sostiene di aver adottato una strategia di sicurezza multilivello testata per migliaia di ore anche in collaborazione con i governi di Stati Uniti e Regno Unito. Tuttavia la stessa azienda ammette che una protezione perfetta contro i jailbreak non esiste e che nessun operatore del settore può garantire l’inviolabilità assoluta dei propri sistemi.
È proprio qui che emerge il conflitto di fondo. Per Washington, anche una vulnerabilità limitata potrebbe rappresentare un rischio troppo elevato. Per Anthropic, invece, applicare questo criterio significherebbe impedire di fatto il rilascio di qualsiasi modello avanzato.
Le polemiche che avevano già investito Anthropic
La società era già finita al centro delle discussioni nelle settimane precedenti al lancio.
Uno degli aspetti più controversi riguardava infatti il meccanismo con cui Fable 5 riduce automaticamente le proprie capacità in presenza di richieste considerate sensibili. In questi casi il sistema trasferisce alcune operazioni a un modello meno potente, Claude Opus 4.8, con l’obiettivo di limitare i rischi.
Diversi ricercatori avevano però criticato il fatto che questo passaggio potesse avvenire senza che l’utente ne fosse consapevole. Le polemiche sono diventate talmente intense da spingere Anthropic a modificare la propria strategia, promettendo maggiore trasparenza e segnalazioni esplicite quando il sistema decide di limitare le proprie capacità.
Nello stesso periodo erano emerse discussioni anche sulla conservazione dei dati e sui nuovi meccanismi introdotti per contrastare la cosiddetta “distillazione”, la pratica con cui alcune aziende tentano di utilizzare l’output dei modelli concorrenti per addestrare i propri sistemi. Anthropic considera questa minaccia uno dei principali rischi per la leadership americana nel settore dell’intelligenza artificiale.
Un precedente che potrebbe cambiare l’intero settore
La domanda che oggi si pongono analisti, sviluppatori e investitori va ben oltre il destino di Fable 5 e Mythos 5.
Se un governo può bloccare la distribuzione internazionale di un modello AI appena lanciato sul mercato, allora l’intelligenza artificiale entra ufficialmente nella categoria delle tecnologie strategiche soggette a controllo geopolitico.
Negli ultimi anni Washington ha limitato l’export verso la Cina di semiconduttori avanzati, acceleratori per l’intelligenza artificiale e tecnologie critiche. Il caso Anthropic suggerisce che il prossimo passo potrebbe riguardare direttamente i modelli.
In altre parole, non si controllano più soltanto i chip che alimentano l’intelligenza artificiale. Si inizia a controllare l’intelligenza artificiale stessa.
La battaglia per il controllo dell’AI è appena iniziata
Anthropic ha definito l’accaduto un “malinteso” e ha annunciato di essere al lavoro con le autorità per ripristinare l’accesso ai due modelli nel più breve tempo possibile.
Resta però un dato difficilmente ignorabile. Fino a ieri il dibattito sull’AI riguardava soprattutto innovazione, produttività e competitività economica. Oggi, sempre più spesso, riguarda sicurezza nazionale, cyberspazio e rapporti di forza tra Stati.
È un cambio di paradigma che potrebbe segnare il futuro dell’intero settore. E forse, guardando a quanto accaduto nelle ultime ore, il vero protagonista della prossima fase dell’intelligenza artificiale non sarà più soltanto la tecnologia, ma la politica.




