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    Home » L’Europa cambia passo sull’intelligenza artificiale. Nascono le gigafactory pubbliche dell’AI
    Intelligenza Artificiale

    L’Europa cambia passo sull’intelligenza artificiale. Nascono le gigafactory pubbliche dell’AI

    Paolo LosiBy Paolo LosiGennaio 16, 2026Updated:Gennaio 16, 2026Nessun commento
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    L’Unione europea prova a colmare uno dei suoi ritardi storici nel confronto tecnologico globale partendo dal nodo più concreto e spesso trascurato: le infrastrutture. Con l’adozione di un emendamento al regolamento che disciplina EuroHPC Joint Undertaking, il Consiglio UE ha ampliato in modo significativo la missione del programma europeo per il supercalcolo, trasformandolo in uno strumento centrale anche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie quantistiche.

    Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico, ma di un passaggio politico che ridefinisce il ruolo dell’Europa nella competizione tecnologica globale. EuroHPC non sarà più soltanto la piattaforma dei supercomputer europei, ma diventerà il perno attorno a cui costruire una capacità industriale pubblica per l’AI.

    Dai supercomputer alle gigafactory dell’AI

    Il cuore della riforma è l’introduzione delle cosiddette gigafactory per l’intelligenza artificiale. Parliamo di grandi infrastrutture di calcolo progettate per addestrare e far funzionare modelli avanzati di AI su scala industriale, paragonabili per potenza e complessità a quelle oggi concentrate quasi esclusivamente negli Stati Uniti e in Cina.

    Con questa scelta, l’Unione europea riconosce che senza una base computazionale autonoma non può esistere una reale sovranità tecnologica. Le gigafactory non sono semplici data center, ma asset strategici pensati per sostenere ricerca, industria e servizi pubblici, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei.

    Il quantum entra nella strategia europea

    Accanto all’intelligenza artificiale, l’emendamento inserisce esplicitamente anche le tecnologie quantistiche nel perimetro di EuroHPC. Il quantum computing viene trattato non come un progetto sperimentale isolato, ma come parte integrante dell’infrastruttura tecnologica europea del futuro.

    L’idea è quella di costruire un ecosistema in cui supercalcolo, AI e quantum dialoghino tra loro, anticipando scenari in cui la capacità di calcolo avanzata sarà decisiva per la sicurezza, la crittografia, l’industria e la ricerca scientifica.

    Il ruolo centrale della Commissione europea

    Un altro elemento rilevante riguarda la governance. La Commissione europea assume un ruolo diretto nella gestione degli appalti e nello sviluppo delle infrastrutture attraverso partenariati pubblico-privato. È un modello che rafforza il coordinamento a livello europeo e mira a evitare frammentazioni nazionali in un settore in cui la scala è determinante.

    In questo schema, la Commissione non si limita a definire le regole, ma diventa attore operativo nella costruzione delle infrastrutture, con l’obiettivo di garantire coerenza strategica e sostenibilità nel lungo periodo.

    Startup e innovazione: l’accesso al calcolo come fattore chiave

    Uno dei punti più significativi, anche se meno visibili nel dibattito pubblico, riguarda l’accesso alle infrastrutture. Le nuove regole prevedono meccanismi che facilitano l’utilizzo delle risorse EuroHPC da parte di startup e scale-up europee, affrontando uno dei principali ostacoli alla crescita dell’AI in Europa: il costo e la scarsità del calcolo.

    Rendere queste infrastrutture accessibili significa creare condizioni più eque per l’innovazione e permettere anche agli attori più piccoli di sviluppare soluzioni competitive su scala internazionale.

    Una scelta politica nel contesto dello scontro globale

    Questa riforma arriva in un momento in cui l’Unione europea è al centro di uno scontro politico e geopolitico sulle regole digitali. Mentre Bruxelles rafforza l’enforcement normativo, decide anche di investire direttamente nelle fondamenta materiali dell’innovazione.

    È una risposta concreta a chi accusa l’Europa di essere solo un regolatore severo: qui la regolazione si accompagna a una visione industriale che punta a costruire capacità reali, non solo cornici giuridiche.

    Pubblicazione e prossimi passaggi

    Il testo del regolamento aggiornato sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 19 gennaio 2026. Da quel momento si aprirà la fase decisiva dell’attuazione, fatta di bandi, progetti e scelte operative.

    Sarà in questa fase che si capirà se le gigafactory dell’AI diventeranno il pilastro di una vera autonomia tecnologica europea o resteranno un’ambizione sulla carta. Di certo, il segnale politico è già arrivato: l’Europa ha deciso di giocare la partita dell’intelligenza artificiale anche sul terreno delle infrastrutture.

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    Paolo Losi

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