Scuola, Valditara: “Riforma compiuta. Raddoppiati gli iscritti alla filiera professionale 4+2”

La riforma dell’istruzione tecnico-professionale “è compiuta” e produce “risultati concreti e misurabili”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara intervenendo al question time alla Camera, sottolineando come l’obiettivo fosse colmare il divario tra competenze richieste dal sistema produttivo e quelle offerte dal sistema scolastico.

Al centro dell’intervento i numeri delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, che segnano – secondo il ministro – un risultato “incontrovertibile”: la filiera “4+2” registra un raddoppio degli iscritti rispetto allo scorso anno.

Iscrizioni raddoppiate: oltre 10mila studenti

Gli iscritti ai percorsi quadriennali tecnico-professionali sono finora 10.532, contro i 5.449 dello scorso anno. Complessivamente, gli studenti coinvolti nei percorsi quadriennali sfiorano quota 20mila.

Un dato che, secondo Valditara, conferma l’apprezzamento per un modello che integra:

  • un percorso tecnico-professionale di quattro anni,
  • uno sbocco qualificato verso gli ITS Academy e l’università,
  • la possibilità di un inserimento diretto, consapevole e altamente qualificato nel mondo del lavoro.

Oltre 700 scuole coinvolte

Per il 2026/2027 sono stati autorizzati 532 nuovi percorsi quadriennali. Le istituzioni scolastiche che offrono questa opportunità superano così quota 700; circa 400 attivano la filiera 4+2 per la prima volta.

Un ampliamento che, ha evidenziato il ministro, è frutto di una scelta dei territori e si accompagna a un rafforzamento dei partenariati con:

  • il sistema ITS Academy,
  • le imprese,
  • la formazione professionale regionale,
  • i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).

Forte adesione dal Mezzogiorno

Particolarmente significativa, secondo il ministro, è l’alta adesione delle regioni del Mezzogiorno, letta come segnale di “voglia di futuro e crescita”.

“La riforma – ha concluso Valditara – offre sempre più opportunità lavorative di qualità e ben retribuite ai giovani e maggiore competitività alle imprese”.