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Il presidente brasiliano prepara una denuncia all’Organizzazione degli Stati Americani contro il colosso di Zuckerberg, accusato di limitare la visibilità dei suoi contenuti e favorire Flávio Bolsonaro. Meta respinge le accuse e parla di problemi tecnici. Ma il caso solleva una questione cruciale: chi controlla gli algoritmi che possono influenzare una competizione democratica?

Secondo l’AGCM, le nuove condizioni vietano a sviluppatori come OpenAI, Google o Anthropic di usare le API di WhatsApp per creare chatbot alternativi. Significa, in pratica, che chi usa WhatsApp può parlare solo con Meta AI e non con assistenti terzi. Questo potrebbe violare la normativa europea sui “gatekeeper”, le piattaforme così grandi da influenzare la concorrenza nei mercati digitali