Iscriviti alla newsletter
Ricevi le notizie più importanti su intelligenza artificiale, diritto digitale e innovazione direttamente nella tua email.
- Il furto da 6 miliardi a Binance è iniziato con un colloquio di lavoro. E ci riguarda tutti
- Hacker filorussi contro Tajani: dati personali sul dark web, nel mirino anche il Brennero
- TikTok sotto accusa in Europa: l’algoritmo può intrappolare gli utenti in contenuti dannosi
- ChatGPT accusato di aver spinto una donna a sospendere i farmaci: i genitori fanno causa a OpenAI
- Midterm, l’IA di Trump perde alle urne: gli americani frenano i data center e bocciano i repubblicani
- Lo Sport è Vita 2026: bando da 2 milioni di euro per sport, salute e ricerca
Browsing: privacy
L’inchiesta annunciata da Report sui computer dei magistrati apre uno scontro senza precedenti tra Governo, opposizione e magistratura. Al centro, un software di gestione informatica installato su migliaia di postazioni giudiziarie e il timore di possibili controlli remoti. Accuse, smentite e richieste di chiarimenti si intrecciano in un caso che solleva interrogativi profondi sulla sicurezza digitale dello Stato e sulla fiducia nelle istituzioni
Semplificare l’AI Act senza indebolire i diritti. La linea rossa tracciata dalle Autorità UE
L’Europa vuole semplificare l’attuazione dell’AI Act, ma le Autorità della privacy mettono un limite chiaro. Nel parere sul Digital Omnibus sull’IA, EDPB ed EDPS sostengono la riduzione degli oneri amministrativi e i sandbox regolatori, ma chiedono garanzie più forti su dati sensibili, sistemi ad alto rischio, trasparenza e ruolo delle Autorità indipendenti. La sfida è conciliare innovazione e tutela dei diritti fondamentali senza svuotare il cuore della regolazione europea sull’intelligenza artificiale
Deepfake e AI. Ecco perché dopo il caso Grok il Garante privacy lancia l’allarme sui diritti fondamentali
Il Garante per la protezione dei dati personali lancia un avvertimento sull’uso dei deepfake e dei servizi di intelligenza artificiale generativa capaci di manipolare volti e voci reali. Immagini e contenuti creati senza consenso possono violare privacy, dignità e libertà fondamentali. Sotto osservazione anche le responsabilità delle piattaforme e il coordinamento europeo sui servizi digitali.
Roblox introduce la verifica dell’età con riconoscimento facciale. Cosa cambia per bambini e famiglie
La piattaforma di videogiochi introduce a livello globale la verifica dell’età per accedere alla chat, utilizzando tecnologie di stima basate sul riconoscimento facciale. Una misura pensata per rafforzare la protezione dei minori che riapre il dibattito su privacy, dati biometrici e nuove regole europee
Se una telecamera ti riprende, i tuoi dati sono già raccolti. Cosa dice la Corte UE sulle bodycam sui mezzi pubblici
Non serve cliccare “accetto”, non serve parlare, non serve fare nulla. Essere ripresi da una telecamera indossabile durante un controllo è già trattamento di dati personali. Lo chiarisce la Corte di giustizia dell’Unione europea in una decisione che riguarda l’uso delle bodycam nei controlli sui mezzi pubblici e che ha implicazioni dirette per tutte le tecnologie di osservazione basate sull’immagine.
Scuola e privacy, arriva il nuovo vademecum del Garante. Ecco cosa cambia con chat, smartphone e intelligenza artificiale
Il Garante aggiorna le linee guida per studenti, famiglie e docenti. Attenzione alle chat di classe, limiti all’uso della tecnologia e prime regole sull’IA nelle scuole.
La prima integrazione tra WhatsApp e piattaforme terze segna il debutto operativo dell’interoperabilità prevista dal Digital Markets Act. Un cambiamento graduale ma destinato a ridisegnare l’intero ecosistema della messaggistica
L’Europa verso la “semplificazione digitale” e un nuovo Gdpr. Crescono i timori per i diritti
Dal nuovo regolamento “snellito” al GDPR 2.0, il bivio tra meno burocrazia e meno garanzie. La bozza ha scatenato una vera e propria insurrezione delle ONG e delle associazioni per i diritti digitali, che parlano apertamente di una “fine dell’era del consenso”
Il rinvio del voto sul regolamento europeo “Chat Control” segna una nuova battuta d’arresto nella battaglia tra sicurezza e privacy digitale. La Germania guida il fronte del no alla sorveglianza preventiva delle chat, mentre l’Italia chiede un compromesso che tuteli minori e riservatezza delle comunicazioni
L’Intelligenza artificiale non è zona franca: dai garanti mondiali un richiamo forte sulla protezione dei dati
Alla 47ª Global Privacy Assembly di Seoul, le autorità mondiali – inclusa quella italiana – ribadiscono che l’intelligenza artificiale deve rispettare pienamente le norme sulla protezione dei dati: servono basi giuridiche solide, trasparenza, limiti chiari e tutela dei minori