L’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia da addetti ai lavori. È diventata un tema di attualità, di confronto pubblico e persino una possibile protagonista della Maturità. A pochi giorni dall’esame di Stato 2026, il tradizionale Totoesame realizzato da Skuola.net indica infatti l’AI tra gli argomenti che gli studenti considerano più probabili per le tracce della prima prova scritta.
L’indagine, condotta su mille maturandi, continua a vedere tra i grandi favoriti autori come Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli e Grazia Deledda. Accanto ai classici della letteratura italiana, però, emerge un dato interessante: molti studenti ritengono che il Ministero possa proporre una riflessione sull’intelligenza artificiale, affiancandola ad altri temi di forte attualità come il disagio giovanile, le tensioni geopolitiche e gli ottant’anni della Repubblica italiana.
L’intelligenza artificiale da tema tecnologico a questione culturale
La presenza dell’AI tra le ipotesi più accreditate non è casuale. Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è uscita dai laboratori di ricerca per entrare nella vita quotidiana di milioni di persone.
Dagli assistenti virtuali ai chatbot generativi, fino agli strumenti utilizzati nelle scuole e nelle università, l’AI è diventata una tecnologia capace di incidere sul modo in cui si studia, si lavora, si comunica e si accede alle informazioni.
Proprio questa dimensione trasversale la rende un argomento ideale per una prova di maturità. Parlare di intelligenza artificiale significa infatti affrontare temi che riguardano l’etica, il diritto, l’informazione, l’economia, il lavoro e il futuro delle nuove generazioni.
Le scuole stanno già affrontando la sfida
Negli ultimi due anni il sistema scolastico italiano ha iniziato a confrontarsi concretamente con l’intelligenza artificiale. Molti istituti hanno avviato percorsi di formazione dedicati agli studenti e ai docenti, mentre il dibattito sull’uso consapevole degli strumenti generativi è ormai parte integrante delle politiche educative nazionali ed europee.
L’obiettivo non è soltanto insegnare a utilizzare le nuove tecnologie, ma sviluppare competenze critiche che permettano ai ragazzi di comprenderne opportunità e rischi.
Questioni come i deepfake, la disinformazione, la tutela della privacy, il diritto d’autore e l’impatto dell’automazione sul mercato del lavoro rappresentano ormai temi centrali nell’educazione digitale.
Una traccia che guarderebbe al futuro
Se davvero il Ministero decidesse di inserire l’intelligenza artificiale tra le tracce della prima prova, si tratterebbe di una scelta in linea con le trasformazioni che stanno attraversando la società.
La Maturità ha sempre cercato di intercettare i grandi temi del proprio tempo. In passato sono stati proposti argomenti legati alla globalizzazione, all’ambiente, ai diritti civili, alla comunicazione digitale e alla cittadinanza. Oggi l’intelligenza artificiale rappresenta probabilmente una delle sfide più significative del nostro presente.
Per questo motivo non sorprende che gli studenti la considerino una delle possibili protagoniste dell’esame.
Tra D’Annunzio e ChatGPT
Resta da capire quali saranno le scelte definitive del Ministero. Secondo il Totoesame di Skuola.net, i favoriti per l’analisi del testo restano Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli e, per la prima volta, Grazia Deledda, candidata forte anche grazie al centenario del Premio Nobel per la Letteratura.
Ma al di là dei pronostici, il fatto che l’intelligenza artificiale sia entrata stabilmente nelle previsioni degli studenti racconta già qualcosa di importante: l’AI non è più soltanto una tecnologia emergente. È diventata un tema culturale, sociale ed educativo che le nuove generazioni considerano parte integrante del proprio presente e del proprio futuro.




